Regione Umbria, respinta mozione a sostegno dell’inceneritore

Prosegue il dibattito in seno alla Regione Umbria sulla possibilità di costruire un inceneritore per i rifiuti. Martedì 25 febbraio l’Assemblea legislativa ha respinto (con 10 no e 8 sì) una mozione promossa dal consigliere Nilo Arcudi (Tesei presidente-Umbria civica) a sostegno della realizzazione dell'impianto. Nel corso del dibattito, l'assessore all'Ambiente Thomas De Luca ha spiegato che "l'Umbria è al 68% di riciclaggio e l’obiettivo del 75% è quindi raggiungibile nei tempi previsti. La quota restante di rifiuti da smaltire, circa 80mila tonnellate all’anno, è una quantità non sufficiente per giustificare la costruzione di un inceneritore

Prosegue il dibattito in seno alla Regione Umbria sulla possibilità di costruire un inceneritore per i rifiuti. Martedì 25 febbraio l’Assemblea legislativa ha respinto (con 10 no e 8 sì) una mozione promossa dal consigliere Nilo Arcudi (Tesei presidente-Umbria civica) a sostegno della realizzazione dell’impianto.

Con il suo atto di indirizzo, Arcudi mirava ad impegnare la Giunta regionale a: “procedere con la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione previsto dal Piano regionale gestione rifiuti, garantendo il rispetto dei più elevati standard ambientali e di sicurezza, nonché il massimo controllo delle emissioni in atmosfera; promuovere una corretta informazione pubblica sull’importanza della termovalorizzazione come strumento complementare al riciclo per ridurre l’uso delle discariche e migliorare l’autosufficienza regionale nella gestione dei rifiuti; garantire che l’attuazione del Piano regionale avvenga nel rispetto degli obiettivi di economia circolare, favorendo la massimizzazione del riciclo e la riduzione dei rifiuti alla fonte; monitorare l’andamento del sistema integrato di gestione dei rifiuti e a valutare eventuali ulteriori innovazioni tecnologiche per migliorare il recupero di materia ed energia, sempre nel rispetto delle direttive europee e delle migliori pratiche ambientali”.

Nel corso del dibattito, l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha spiegato che “l’Umbria è al 68% di riciclaggio e l’obiettivo del 75% è quindi raggiungibile nei tempi previsti. La quota restante di rifiuti da smaltire, circa 80mila tonnellate all’anno, è una quantità non sufficiente per giustificare la costruzione di un inceneritore, per il quale servirebbero 400mila tonnellate. Il costo per la realizzazione dell’impianto si avvicina inoltre a 200milioni, rendendolo ancora più insostenibile. Proprio ieri ero a Brescia, dove il teleriscaldamento è a pagamento e costa più del metano. E viene garantito per il solo 18% dal termovalorizzatore. Nelle prossime settimane inizieremo la revisione della legge per perseguire il massimo recupero di materia dai rifiuti attraverso impianti appositi”.

Articolo precedenteTorino, Consulta Mobilità chiede una ciclabile al mercato di corso Brunelleschi
Articolo successivoCommissione Ue, ecco il “Piano d’azione l’energia accessibile”