Dopo quattro anni di lavoro e sperimentazione, il progetto europeo Move 21 giunge alla sua tappa finale a Bruxelles. L’iniziativa, finanziata dalla Commissione europea, ha coinvolto sei città di quattro Paesi – Roma e Bologna per l’Italia, Goteborg per la Svezia, Oslo per la Norvegia, Amburgo e Monaco per la Germania – con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per una mobilità sostenibile e integrata.
Cuore del progetto sono stati gli hub multimodali, snodi del trasporto pubblico sempre più connessi a diverse soluzioni di spostamento, dalla micromobilità ai sistemi di logistica sostenibile. Per la Capitale – fa sapere Roma Mobilità -, il fulcro della sperimentazione è stata la stazione Basilica di San Paolo, punto di interscambio tra la metro B e la ferrovia per Ostia, la Metromare. Qui sono stati introdotti bike box per il parcheggio sicuro delle biciclette, servizi di micromobilità in sharing e soluzioni innovative per la distribuzione delle merci, come i locker per il ritiro e la consegna dei pacchi e il servizio gratuito di cargo bike per il cosiddetto “ultimo miglio”. Quest’ultimo, avviato in collaborazione con Doctor Bike, ha già riscosso successo ed è stato esteso al centro storico, in via del Gesù.
Il progetto – prosegue Roma Mobilità – si inserisce in un più ampio percorso di trasformazione degli snodi del trasporto in hub multimodali, con interventi già realizzati nelle stazioni di Termini, Tiburtina, Trastevere e San Pietro. Attualmente, Roma conta 18 stazioni della metropolitana dotate di bike box e diverse con locker per la logistica urbana.
A Bruxelles, per rappresentare la capitale italiana, l’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Move 21 è stata una straordinaria opportunità di confronto con le altre città per apprendere le migliori pratiche sulla mobilità e sulla logistica sostenibile. A Roma abbiamo tratto ispirazione dalle esperienze di Goteborg e Oslo, lavorando per rendere gli snodi del trasporto sempre più efficienti e integrati. Il nostro lavoro su Basilica di San Paolo dimostra che gli hub multimodali possono migliorare la mobilità urbana e la distribuzione delle merci, con un’attenzione particolare alla sostenibilità”.