Ormai da due anni, l’amministrazione del Municipio VI di Roma ha sollevato il tema che riguarda i benefit ambientali che le spetterebbero perché nel territorio è presente il polo impiantistico di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) dei rifiuti urbani di Rocca Cencia. Parliamo degli impianti del gruppo Porcarelli che, proprio a Rocca Cencia, tratta la frazione indifferenziata secca di 52 comune del Lazio. Adiacente, poi, c’è l’impianto di Ama che dall’aprile 2024 viene impiegato come deposito di rifiuti prima di essere trasferiti altrove. A differenza di quello gestito da Porcarelli, nell’impianto gestito da Ama vengono confluiti solo i rifiuti della Capitale. Tuttavia, ad oggi, dopo le chiusure dell’impianto di Salario e Malagrotta riceve molti più rifiuti.
Stando alle parole del presidente del Municipio Nicola Franco riportate dall’ANSA lo scorso 2 settembre: “I cittadini dell’area delle Torri sono costretti a subire da oltre 50 anni i disagi per la presenza degli impianti di trattamento rifiuti. Da quanto si evince al Municipio VI spettano solo i rifiuti di tutta Roma di 52 Comuni dell’area metropolitana e non i ristori ambientali, leggasi ‘fondi’, che invece andrebbero a beneficio dell’intera città”.
Controversia sui benefit ambientali
Franco, poi, ha criticato l’assessora ai Rifiuti di Roma, Sabrina Alfonsi, per la gestione dei fondi. Nello specifico, Alfonsi avrebbe dichiarato che i fondi dei benefit ambientali vanno utilizzati dall’amministrazione capitolina e che dal 2022 ad oggi ha investito 400 mila euro per interventi di rimozione dei rifiuti solo nel territorio del sesto Municipio. Questa posizione è stata contestata dal presidente del Municipio, che accusa Alfonsi e il sindaco Roberto Gualtieri di trattare il territorio come la “pattumiera di Roma” .
Secondo Franco, la cifra spesa di 400 mila euro in tre anni è inadeguata per affrontare le necessarie opere di bonifica e miglioramento delle infrastrutture. Tra le richieste specifiche, Franco menziona la realizzazione di rotatorie e la mitigazione dei miasmi causati dagli impianti.
Va specificato che i benefit in questione sono correlati esclusivamente agli impianti privati perché, secondo l’art. 29 della delibera Regionale del 1998, quei comuni che portano in lavorazione i propri rifiuti in un impianto privato che risiede in un altro comune devono pagare parte della tariffa al comune che ospita l’impianto. Ciò significa, quindi, che i benefit oggetto della diatriba non possono riferirsi all’impianto Ama che gestisce solo i rifiuti della Capitale.
Oltre a quella regionale, poi, esiste anche un precedente comunale: la delibera comunale del 2004 in cui venne dichiarato che i benefit ambientali che i comuni esterni dovevano al Comune di Roma per poter conferire i loro rifiuti negli impianti di Malagrotta, dovevano essere utilizzati nei Municipi XV e XVI (dove, appunto, si trovano gli impianti).
La richiesta del Municipio al gestore privato
Interpellato dal Municipio, poi, il gestore privato dell’impianto di trattamento rifiuti ha confermato l’esistenza dei benefit ambientali e la disponibilità a versarli al Municipio VI, previa approvazione di Roma Capitale.
Il presidente Nicola Franco, a seguito della risposta del gestore ha ulteriormente dichiarato come: “I benefit ambientali esistono e sono stati ufficialmente incassati da Roma Capitale. Non ci sono più scuse. Adesso il sindaco Gualtieri e l’assessora Alfonsi dicano chiaramente cosa vogliono fare per il nostro territorio. Noi non ci fermeremo davanti a nulla e con Comitati, Associazioni e Cittadini siamo pronti a tutto”.
Intervento della Commissione Parlamentare Ecomafie
È dello scorso 30 agosto, poi, la notizia che la vicenda ha attirato l’attenzione della Commissione Parlamentare Ecomafie grazie all’intervento della sen. Lavinia Mannuni che ha accolto le istanze del Municipio VI.
“La Commissione – aveva spiegato Franco – si occuperà di esaminare la questione dei benefit ambientali e le condizioni ambientali critiche della cosiddetta “Terra dei Fuochi di Roma Est”, dove oltre agli impianti di trattamento dei rifiuti, si trovano anche numerose discariche abusive”.
Monitoraggio sanitario
Andando ancora più a ritroso, inoltre, sempre il presidente del Municipio Franco, il 9 agosto aveva fatto sapere che un’altra risposta mancata riguarda il monitoraggio epidemiologico dei tassi tumorali nei quartieri limitrofi agli impianti.
“Oggi abbiamo di nuovo richiesto alla ASL Roma 2 (settima volta in 2 anni ) di inviarci l’esito del monitoraggio epidemiologico”, aveva spiegato Franco.
Biodigestore di Colle Monfortani
Oltre alla questione benefit, va poi detto che parallelamente è in corso il dibattito sul progetto del biodigestore di Colle Monfortani. Si tratta di un ulteriore impianto che dovrebbe sorgere nel Municipio VI.
Nonostante il parere positivo del Dipartimento Ambiente della Regione Lazio, il Municipio VI già durante l’estate ha dichiarato la sua opposizione, sottolineando la saturazione del territorio con impianti e discariche.
“Il Municipio si è mosso rispettosamente alla risoluzione votata alcune settimane fa, ribadendo la propria contrarietà all’impianto vista la presenza nell’area degli impianti Ama di Rocca Cencia e di numerose discariche abusive, tanto da farci conoscere come ‘Terra dei fuochi di Roma Est’”, aveva dichiarato Franco.