La strategia europea per sostenere decarbonizzazione e competitività delle industrie energivore

Sostenere la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica, come quelle chimiche e siderurgiche; ridurre il divario dei prezzi energetici tra l’Ue e la concorrenza globale; garantire la disponibilità di materie prime critiche e secondarie. Questi i contenuti principali della risoluzione adottata giovedì 3 aprile dal Parlamento europeo, che si basa su precedenti relazioni e comunicazioni, tra cui il Rapporto Draghi, il Rapporto Letta e il Clean Industrial Deal della Commissione, nonché il Piano d'Azione per l'Energia Accessibile

Sostenere la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica, come quelle chimiche e siderurgiche; ridurre il divario dei prezzi energetici tra l’Ue e la concorrenza globale; garantire la disponibilità di materie prime critiche e secondarie. Questi i contenuti principali della risoluzione adottata giovedì 3 aprile dal Parlamento europeo, che si basa su precedenti relazioni e comunicazioni, tra cui il Rapporto Draghi, il Rapporto Letta e il Clean Industrial Deal della Commissione, nonché il Piano d’Azione per l’Energia Accessibile.

Le industrie ad alta intensità sono “fondamentali per l’occupazione e l’autonomia strategica europea, ma devono affrontare sfide importati per compiere la transizione a tecnologie più pulite”, dicono i deputati. Nella risoluzione viene sostenuto l’utilizzo dell’elettrificazione, cioè la sostituzione di fonti di energia fossili con l’elettricità derivata da fonti rinnovabili, “come strategia chiave per ridurre i costi energetici ed evitare un effetto di dipendenza da infrastrutture legate a combustibili”.

I deputati identificano diversi ostacoli alla competitività industriale dell’Unione europea, tra cui il divario dei prezzi energetici con i concorrenti globali e la volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. Ad ostacolare ulteriormente i progressi, specialmente per le piccole e medie imprese, vi sono gli oneri normativi e i meccanismi di finanziamento complessi. Inoltre, il Sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) è inoltre sotto pressione a causa delle fluttuazioni del mercato e dell’uso disomogeneo dei ricavi tra gli Stati membri, il che ha l’effetto di ostacolare il suo sostengo della decarbonizzazione industriale.

Semplificare il rilascio delle autorizzazioni e affrontare la concorrenza sleale

Per affrontare queste sfide i deputati chiedono “un rilascio più rapido delle autorizzazioni per i progetti di energia pulita, l’attuazione della legislazione sulla progettazione del mercato dell’energia elettrica, un sistema energetico più integrato e maggiori investimenti nelle infrastrutture della rete. Si dovrebbero esplorare ulteriori modalità per dissociare i prezzi dei combustibili fossili dai prezzi dell’energia elettrica”. La risoluzione chiede inoltre di anticipare al 2025 l’analisi dei mercati a breve termine, al fine di prendere in considerazione opzioni alternative di assetto del mercato.

Regole semplificate e la disponibilità di materie prime critiche e secondarie sono essenziali per attrarre investimenti privati e sostenere la decarbonizzazione, riducendo al contempo le nostre dipendenze da altri paesi, aggiungono i deputati.

Nella risoluzione viene inoltre evidenziata la necessità di affrontare la concorrenza globale sleale attraverso l’implementazione corretta del meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) e la creazione di mercati leader per i prodotti puliti europei. I deputati vogliono infine sostenere i lavoratori e le regioni coinvolte nel processo, garantendo che l’industria dell’UE rimanga competitiva a livello globale pur decarbonizzandola.

“Non abbiamo tempo da perdere: dobbiamo agire per garantire che l’industria europea possa resistere e per tutelare i posti di lavoro. L’innovazione tecnologica necessaria per accelerare la decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica richiede investimenti, che l’UE ha la responsabilità di sostenerli con risorse pubbliche”, ha dichiarato il relatore Giorgio Gori (S&D, IT). “Nel frattempo, queste industrie devono essere protette dal dumping, dai dazi, dalla concorrenza sleale e dalla sovraccapacità sovvenzionata di altri paesi, per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e la fuga delle imprese dall’Europa.”

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