Il 10 aprile ad Ariccia un incontro pubblico per fermare l’inceneritore di Roma

Il 10 aprile, presso il Palazzo Chigi di Ariccia si terrà un incontro pubblico in cui verranno analizzati i rischi ambientali e sanitari dell’impianto di incenerimento voluto dal Comune di Roma a Santa Palomba. “Un progetto obsoleto e dannoso, imposto senza confronto”, denuncia la consigliera comunale di Ariccia Francesca Monosilio

Convegno ad Ariccia su inceneritore di Roma

Il 10 aprile alle 17:30, a Palazzo Chigi, Ariccia, si terrà un incontro pubblico per discutere dell’inceneritore di Santa Palomba, un progetto che continua a suscitare forti opposizioni tra cittadini, esperti e amministratori locali. Durante l’evento, organizzato dal comitato Per le future generazioni, con il patrocinio del Comune di Ariccia, si analizzeranno i rischi ambientali, sanitari ed economici legati alla realizzazione dell’impianto.

Secondo la consigliera comunale di Ariccia Francesca Monosilio, che modererà il dibattito, l’inceneritore rappresenta un modello superato e pericoloso. Nonostante l’opposizione di comitati e territori coinvolti, il Comune di Roma prosegue con il progetto sostenendo che non esistano alternative per chiudere il ciclo dei rifiuti. “Non è vero”, afferma Monosilio, ricordando che migliaia di Comuni italiani hanno dimostrato che è possibile ridurre i rifiuti fino al 90% puntando su riciclo e prevenzione.

“L’inceneritore di Santa Palomba”, prosegue Monosilio, “rilascerà diossine, nanoparticelle e metalli pesanti, con conseguenze gravissime sulla salute pubblica e sull’ambiente”. Oltre alle emissioni inquinanti, il rischio riguarda anche le falde acquifere dei laghi vicini, già in condizioni critiche.

Dal punto di vista economico, il progetto avrà un costo enorme per i cittadini, tra investimenti miliardari e sanzioni per le emissioni di CO₂. “E tutto questo”, sottolinea Monosilio, “per bruciare 600.000 tonnellate di materiali riciclabili ogni anno e produrre scorie difficili da smaltire”.

Secondo la consigliera, uno degli aspetti più gravi è la mancanza di trasparenza e partecipazione: “La decisione è stata presa senza coinvolgere i territori interessati, le associazioni ambientaliste e le amministrazioni locali. È inaccettabile che una scelta di questa portata venga imposta senza un vero confronto”.

Infine, Monsilio critica le dichiarazioni del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, secondo cui l’inceneritore “inquinerà meno di una strada trafficata”. “Non ci sono documenti ufficiali a supporto di questa affermazione”, ribatte la consigliera, “ed è assurdo paragonare un impianto che brucia rifiuti 24 ore su 24 all’inquinamento di una strada”.

L’incontro di Palazzo Chigi sarà un’occasione per fare chiarezza sulle criticità del progetto e sulle alternative possibili. “I cittadini devono essere informati e coinvolti”, conclude Monosilio. “Non possiamo permettere che i Castelli Romani, Santa Palomba, Pomezia e Ardea diventino la discarica di Roma”.

Interverranno all’evento:

  • Ing. Giuseppe Girardi, esperto in ambiente ed energia
  • Dott.ssa Franca Mazzoli, pediatra
  • Ing. Franco Medici, Università La Sapienza
  • Avv. Ilaria Lisi, consulente ambientale
  • Alessandro Lepidini, portavoce Comitato No Inceneritore Roma
  • Roberto Salustri, coordinamento ambientalista Castelli Romani
  • Elena Mazzoni, portavoce Rete Tutela Roma Sud
  • Marco Miglioli, progetto Riciclo
  • Prof. Alessandro Ercolin, costituzionalista e ambientalista
  • Lidia Zaratti Zeppieri, consigliera regionale Lazio Polo Progressista
  • Andrea Santoro, consigliere comunale di Roma
  • Fabrizio Santori, consigliere comunale di Roma (Lega Salvini Premier)
  • Franco Amari, Europa Verde Lazio

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