Bicicletta casa-scuola, solo il 16% dei genitori la usa per accompagnare i figli

Lo dice una ricerca condotta da UNICEF Italia, FIAB e CNR-ISSIRFA che analizza l’utilizzo della bicicletta nel tragitto casa-scuola, evidenziando limiti infrastrutturali, ostacoli culturali e margini di crescita della mobilità attiva tra i più giovani, con particolare attenzione alla sicurezza urbana e alla sostenibilità ambientale.

bicicletta casa-scuola

Il 2 aprile è stata presentata “A ruote libere – Partiamo dalla scuola e andiamoci in bici”, la prima indagine dedicata all’uso della bicicletta nel tragitto casa-scuola. La ricerca è il risultato della collaborazione tra UNICEF Italia, FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e CNR ISSIRFA – Istituto di Studi sui Sistemi Regionali, Federali e sulle Autonomie. L’obiettivo è fornire una base di analisi per promuovere la mobilità attiva tra bambini e famiglie, contribuendo a migliorare le condizioni di salute pubblica e l’impatto ambientale delle città.

Nel documento viene evidenziato che, a livello globale, un bambino su quattro sotto i cinque anni muore per cause evitabili, molte delle quali collegate a fattori ambientali come l’inquinamento dell’aria, la scarsa qualità dell’acqua, l’esposizione a sostanze chimiche. Secondo le organizzazioni promotrici dello studio, la mobilità attiva rappresenta uno strumento utile non solo a contrastare le emissioni di CO2, ma anche a migliorare la qualità della vita urbana e a garantire uno sviluppo sano dei minori.

La ricerca include un’analisi dei dati raccolti dalla valutazione FIAB “Comuni Ciclabili”, che considera 141 comuni italiani. Rispetto all’introduzione o al mantenimento di iniziative come le linee Bicibus (gruppi di bambini che si recano a scuola in bici accompagnati da adulti), linee Pedibus (a piedi, su percorsi sicuri) e zone scolastiche protette, il quadro generale evidenzia una sostanziale staticità.

  • Il 92,9% dei Comuni (131 su 141) non ha modificato la rete Bicibus;
  • Il 41% non ha cambiato la situazione delle linee Pedibus;
  • Il 53,5% ha mantenuto invariate le zone scolastiche.

Tra i comuni che hanno apportato modifiche:

  • 7 comuni hanno aumentato le linee Bicibus, 3 le hanno eliminate;
  • Per il Pedibus, 45 comuni hanno aumentato le linee, 37 le hanno ridotte;
  • Nel caso delle zone scolastiche, 44 comuni le hanno attivate, mentre 19 le hanno soppresse.

Lo studio ha approfondito anche i comportamenti di alcune famiglie con figli iscritti in scuole di Roma e Verona. I risultati mettono in luce un divario tra competenza e abitudine d’uso:

  • Il 95,6% dei genitori sa andare in bicicletta, ma solo il 16,2% la utilizza per accompagnare i figli a scuola.
  • Il 61,4% di chi non usa la bicicletta sceglie l’automobile, mentre il 36,8% va a piedi.

I principali fattori limitanti nell’utilizzo della bici quotidiana sono:

  • Le condizioni meteorologiche e la stagionalità;
  • L’assenza di percorsi ciclabili continui e sicuri;
  • La scarsità di infrastrutture dedicate lungo il tragitto casa-scuola.

Nonostante ciò, l’84,2% degli intervistati si è dichiarato disposto a sostituire il mezzo abituale con la bicicletta, qualora fossero implementate misure di sicurezza urbana a tutela dei ciclisti.

Secondo il documento, la promozione della bicicletta tra i minori va oltre l’aspetto sportivo: si tratta di un mezzo di trasporto urbano, che può ridurre l’impatto ambientale, favorire l’autonomia dei bambini e potenziare la consapevolezza delle regole della strada.

Lo studio sottolinea infine la necessità di una maggiore integrazione tra politiche scolastiche, urbanistiche e ambientali per incentivare l’uso della bicicletta nei percorsi quotidiani, ponendo le basi per un cambiamento duraturo nello stile di vita e nei modelli di mobilità delle nuove generazioni.

A ruote libere – Partiamo dalla scuola e andiamoci in bici
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