Meloni-Trump, Greenpeace avverte: “No a intese su fossili e spese militari”

In vista dell'incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump, Greenpeace Italia lancia un appello affinché il governo italiano non sostenga politiche che favoriscano l'uso di combustibili fossili o l'aumento delle spese militari, criticando le scelte della Casa Bianca e chiedendo un impegno concreto verso la transizione ecologica, la giustizia climatica e la riduzione dei conflitti armati

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Alla vigilia dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex presidente statunitense Donald Trump, l’organizzazione Greenpeace Italia interviene con una presa di posizione su possibili contenuti del colloquio bilaterale.

Secondo l’associazione ambientalista, esiste il rischio che l’incontro possa sfociare in un rafforzamento delle relazioni economiche e strategiche su fronti che, a giudizio dell’organizzazione, potrebbero ostacolare gli obiettivi climatici e favorire il riarmo.

Clima, armi e GNL tra i temi più critici

In particolare, Greenpeace esprime preoccupazione per un eventuale sostegno italiano a investimenti nel gas naturale liquefatto (GNL) statunitense, considerato un ostacolo al percorso europeo verso l’abbandono delle fonti fossili. Allo stesso tempo, viene criticata ogni possibile apertura all’aumento della spesa militare, elemento che, secondo Greenpeace, non risponde alle priorità reali del Paese.

“Non abbiamo bisogno del GNL statunitense, né di un incremento degli stanziamenti per la difesa – ha dichiarato Chiara Campione, portavoce di Greenpeace Italia – ma di un impegno per la transizione energetica, la pace e una maggiore giustizia sociale“.

Critiche alla strategia ambientale della Casa Bianca

Nel comunicato si sottolinea come la politica ambientale della nuova amministrazione Trump sia orientata alla negazione della crisi climatica, ignorando il parere della comunità scientifica internazionale. Greenpeace ritiene che seguire questa direzione rappresenterebbe un passo indietro per l’Italia, finora vincolata da normative europee che hanno mantenuto il Paese entro i parametri ambientali condivisi.

Secondo Campione, un allineamento con Washington su questi temi equivarrebbe a “compromettere la vivibilità del pianeta per le generazioni future”.

Il ruolo dell’Italia nei futuri equilibri internazionali

Greenpeace invita l’Italia a mantenere una posizione autonoma, in linea con gli impegni assunti in sede europea e internazionale. Per l’associazione, l’attuale contesto geopolitico impone scelte orientate alla riduzione delle emissioni, alla cooperazione multilaterale e alla riconversione ecologica dell’economia, evitando alleanze che potrebbero aggravare le crisi ambientali e sociali in corso.

Greenpeace Italia chiede che l’incontro con l’ex presidente americano non diventi l’occasione per un riposizionamento dell’Italia su strategie climatiche e militari in contrasto con gli obiettivi dichiarati di neutralità climatica e riduzione dei conflitti. L’appello è rivolto al governo affinché scelga di sostenere politiche coerenti con l’agenda europea e con le richieste della società civile in materia di ambiente, pace e giustizia globale.

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